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SCUBA TOURISM FOR THE ENVIRONMENT 2007                       

RED SEA BIODIVERSITY MONITORING PROGRAM

 

Dalla fine degli anni Settanta il flusso turistico verso le aree politicamente più stabili del Mar Rosso ha visto una crescita senza precedenti, tale da rendere oggi il turismo una componente essenziale nell’economia della regione. Hawkins e Roberts (1994) hanno stimato che il numero di posti letto per accogliere i turisti sulle coste egiziane del Mar Rosso supererà nel 2005 la soglia delle 100000 unità (2000000 milioni di visitatori all’anno). La costa del Sinai meridionale presso Sharm el Sheikh, è tra le mete più popolari e, da fonti dalla Egyptian Tourist Authority, è stato rivelato che il 25% dell’intero flusso turistico verso tale area è costituito da subacquei ricreativi attratti dalle barriere coralline del Parco Nazionale di Ras Mohamed (si veda anche Hawkins e Roberts 1992). Hawkins e Roberts (1994) affermano, inoltre, che l’importanza economica del turismo da sola dovrebbe fornire alle autorità politiche un’ottima ragione per la conservazione dei reef e che la crescita del turismo, se coordinata in modo sostenibile, potrebbe non rappresentare una minaccia per questi ecosistemi. Oltre a ciò, Medio et al. (1997), in un brillante lavoro portato a termine presso il Parco Nazionale di Ras Mohamed, hanno dimostrato che un briefing pre-immersione sulla delicata natura dell’ecosistema corallino e sulle tecniche di galleggiamento in immersione può migliorare il comportamento dei turisti subacquei riducendo del 93% l’impatto sul reef.

In Mediterraneo l’innovativa metodica di monitoraggio ambientale introdotta dal Marine Science Group dell’ Università di Bologna dal 1999, ha permesso di avvicinare in 5 anni alcune migliaia di turisti subacquei e di dimostrare che essi sono, non solo interessati a partecipare a questo tipo di progetto, ma anche che, una volta addestrati, sono in grado di raccogliere una grande mole di informazioni utili alla ricerca (Goffredo at al 2004, Allegati A e B).

In piena continuità scientifica con le iniziative precedenti del Marine Science Group del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica dell’Università di Bologna, in un contesto di azioni innovative rivolte non soltanto al monitoraggio ambientale, ma anche alla educazione naturalistica, si inserisce “STE: Scuba Tourism for the Environment – Red Sea Biodiversity Monitoring Program”, i cui scopi sono:

-          ottenere indicazioni sullo stato della biodiversità marina lungo le coste di Sharm el Sheikh;

-          promuovere l’educazione ambientale dei suoi visitatori;

-          fornire un contributo allo sviluppo del turismo sostenibile.

Legando il mondo accademico a quello economico-sociale, “Scuba Tourism for the Environment” potrebbe rappresentare un modello di attività scientifica interdisciplinare finalizzata allo sviluppo di un sistema in cui soddisfare simultaneamente le esigenze della natura a quelle dell’umanità.

 

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